IL RECUPERO DEL complesso edilizio dell’ex Ospedale S. Salvatore

Il complesso edilizio dell’ex Ospedale S. Salvatore, di proprietà dell’Università degli Studi dell’Aquila, è situato nella zona settentrionale del centro storico. L’area è delimitata dalle antiche mura della città e dall’asse del viale Duca degli Abruzzi, sul quale si è attestata la trasformazione moderna di quella parte di città: il rilievo dello stato di fatto e un’approfondita analisi storica e archivistica finalizzata alla rilettura dell’evoluzione costruttiva del complesso hanno consentito di individuare le criticità in essere e le strategie di intervento.
L’edificio attuale, che ha inglobato le strutture dell’ex monastero di Sant’Agnese, ha subito nel corso del Novecento numerosi ampliamenti e modifiche: ne risultano, insieme a corpi di fabbrica aventi una propria connotazione architettonica, anche porzioni edilizie che costituiscono delle superfetazioni, realizzate per sopperire a necessità funzionali.
Le caratteristiche architettoniche, risentendo delle diverse epoche di costruzione (quella settecentesca, relativa all’edificio preesistente; quella avvenuta intorno al 1930 e quella degli anni ’50), hanno portato ad una conformazione planimetrica irregolare, che si sviluppa verticalmente su quattro piani con una distribuzione interna piuttosto frammentata e caratterizzata da dislivelli e mancate connessioni tra le parti. Il confronto con la planimetria del 1931, relativa alla prima versione del progetto del nuovo ospedale, evidenzia le strutture dell’ex monastero di Sant’Agnese e consente la verifica di quanto ancora rimane dell’antica costruzione e delle modifiche introdotte successivamente.
Il PRG del 2003 sanciva la variazione della destinazione d’uso degli edifici in esso ricompresi, da sanitaria a direzionale, universitaria e culturale, segno della volontà di riqualificare un ambito importante per la città, sia dal punto di vista logistico che funzionale.
Oggi l’edificio, non più strategico per le attività sanitarie dell’azienda ASL n. 4 a seguito del trasferimento, avvenuto alla fine del Novecento, di tutte le divisioni presso il nuovo complesso realizzato in località Lenze di Coppito (AQ), è stato lasciato privo di funzionalità che ne assicurasse loro la conservazione nel tempo, causandone il progressivo degrado, aggravato dai danni del sisma che nel 2009 ha colpito la città.