Rigenerazione del Municipio 4 a Bari: la strategia ad anelli

21/03/2018
Tra i progetti che hanno partecipato all’ultima edizione di Urbanpromo, disponibile nella gallery su www.urbanpromo.it, c’è dal Comune di Bari la strategia integrata di rigenerazione per il Municipio 4 “Carbonara – Ceglie e Loseto”.

Un progetto che nasce dallo stimolo della candidatura, nell’ottobre scorso, a un bando regionale del Por Fesr – Fse. L’assessore all’Urbanistica Carla Tedesco ha presentato così la strategia, che partendo dalle richieste del bando vuole realizzare un intervento che in qualche modo sia ancora più ambizioso: “La partecipazione al bando è stata l’occasione per definire una strategia territoriale di rigenerazione urbana che va ben al di là degli obiettivi fissati dal bando stesso. La strategia è a tutti gli effetti un’anticipazione del Piano Urbanistico Generale (PUG) in via di redazione e include interventi volti a migliorare la qualità della vita degli abitanti e a valorizzare le risorse paesaggistiche del IV Municipio; è questo quello che serve per disegnare il futuro di una città complessa come Bari, è su questo che stiamo lavorando per tutti i Municipi. Con il finanziamento massimo di 5 milioni di euro, che speriamo di vederci interamente riconosciuto, quindi, realizzeremo parte della strategia del PUG. Ulteriori interventi potranno essere candidati ad altre linee di finanziamento”.

L’intervento nel Municipio 4 è quindi di fatto una prova generale delle azioni che saranno messe in campo con il Piano Urbanistico. Tedesco spiega: “Siamo partiti da quartieri che il vecchio piano ha trattato come periferie anonime per costruire una nuova visione della città, iniziando proprio dagli esiti del percorso partecipativo del PUG, che ci ha restituito il punto di vista degli abitanti, e arrivando a definire la Strategia Integrata di Sviluppo Urbano Sostenibile (Sisus) dal basso, coinvolgendo diversi attori istituzionali, operatori economici, sindacati oltre ai rappresentanti della società civile ai cittadini. Attraverso un lavoro congiunto con la rete del welfare, le start up di giovani, le associazioni e il Tavolo “Amici della Sisus”, aperto a chiunque volesse contribuire, abbiamo messo a fuoco un’analisi del territorio realistica e aggiornata, mirando a fornire, nel breve e medio termine, risposte alle esigenze più sentite dai cittadini attraverso anticipazioni coerenti con il PUG. È questo il nostro approccio alla politica urbanistica: azioni a diverse scale – grandi e piccole – senza mai perdere di vista la strategia complessiva per la città futura. In questa direzione ci stiamo muovendo per il grande progetto di riqualificazione della costa e del retro-costa del litorale a sud, per il quale a breve condivideremo le linee guida per un concorso internazionale di idee, come pure per il Piano delle coste per il quale sono attualmente in corso di elaborazione i progetti”.

I due ambiti, “Santa Rita – Carbonara – Ceglie” (Ambito 1), e “Loseto” (Ambito 2), individuati dall’amministrazione comunale per la realizzazione di interventi di riqualificazione e di ricucitura urbanistica, ricadono ambedue nel territorio del IV Municipio. La scelta deriva dalla valutazione che entrambi presentano, allo stesso tempo, gravi problemi di marginalità e propri specifici tratti identitari ancora custoditi dai residenti. In più i due contesti sono gravati da flussi di traffico in entrata e in uscita verso il centro della città, mentre sono quantitativamente limitati i servizi e gli spazi pubblici. La strategia complessiva, che si sostanzia in un programma integrato di interventi, è finalizzata alla rigenerazione sostenibile dei contesti edificati marginali, in parte di iniziativa pubblica, presenti negli Ambiti individuati; alla riconnessione tra i centri storici delle ex frazioni e i tessuti contigui; alla riconnessione di queste parti di città rispetto a infrastrutture esistenti e invarianti paesaggistico – ambientali attualmente percepite come elementi di separazione (le lame, la viabilità).

Il percorso di partecipazione che caratterizza il piano di interventi ha compreso anche la sottoscrizione di protocolli di intesa  con una serie di soggetti pubblici e privati che, a vario titolo, saranno coinvolti nella realizzazione della strategia complessiva. Ci sono tra gli altri il Politecnico di Bari, le Ferrovie Appulo Lucane, la Soprintendenza.

Per mettere a sistema gli obiettivi richiesti dal bando e potenziare le ricadute e l’effetto moltiplicatore della strategia, e in coerenza con l’approccio “dal basso”, si è scelto di articolare la strategia intorno a una molteplicità di azioni a grana minuta integrate tra loro. Si tratta, quindi, di tante piccole azioni che riguardano tanto gli insediamenti Erp di Santa Rita, Ceglie e Loseto, quanto la riconnessione fisica e sociale di tali parti di città con i centri storici e i tessuti consolidati di riferimento, superando le barriere fisiche, naturali e infrastrutturali (lame e assi viari) attualmente esistenti e promuovendo la valorizzazione dei caratteri identitari dei singoli luoghi.

Gli interventi di rigenerazione saranno strutturati intorno ad “anelli di rigenerazione”, assi stradali privilegiati per la ricostruzione delle relazioni spaziali, ecologiche e sociali tra le differenti parti dell’insediamento urbano (centri storici e insediamenti recenti) connessi o da connettere alle stazioni del trasporto pubblico al fine di migliorare le relazioni tra le ex frazioni e il centro di Bari. Si tratta di interventi di moderazione del traffico e riqualificazione degli spazi pedonali, miglioramento dell’accessibilità pedonale e ciclabile alle stazioni del trasporto pubblico, ridisegno delle sezioni stradali a favore dell’accessibilità pedonale, deimpermeabilizzazione di aree asfaltate sovradimensionate. Lungo tali anelli si attesteranno le nuove centralità urbane frutto del recupero di edifici dismessi e/o sottoutilizzati. Negli immobili recuperati sarà possibile sperimentare forme di co – housing. Gli elementi caratteristici delle aree del margine urbano, come la contiguità con la campagna aperta e l’ampia disponibilità di aree inutilizzate o sottoutilizzate da riqualificare, diventano occasioni per progettare iniziative di agricoltura sociale attraverso percorsi di progettazione partecipata e animazione sociale o per la realizzazione di Senior Park (aree attrezzate, rivolte ai segmenti più anziani della popolazione). Le aree intercluse nei tessuti edificati diventano invece occasione per la costruzione di orti sociali e giardini di comunità, nell’ottica della valorizzazione paesaggistica.