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Paolo Galuzzi, Direttore di Urbanistica


The darker side of Smart City
Servizio pubblicato da Urbanistica 163, a cura di Alessandro Balducci, Mariam Kahrimi, Klaus R. Kunzmann

È il 2010 quando l’ufficio di piano della città metropolitana di Rio de Janeiro utilizza per la prima volta l’espressione smart city per riferirsi al progetto che intende sviluppare: una “città intelligente”, caratterizzata da efficienza, innovazione e sostenibilità.
Da quel momento il termine conoscerà una rapida diffusione internazionale, in particolare in Europa con l’avvio di specifici programmi comunitari, tra cui uno dei più noti sarà l’EU Smart City. Questa rapida e larga diffusione ha prodotto ricerche e applicazioni che declinano in modo anche molto differente i percorsi di innovazione che potrebbero essere favoriti da un più largo impiego delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione.
Il servizio che segue prova a restituire criticamente le opportunità e i rischi che spesso nasconde un approccio eccessivamente positivista alle prospettive offerte dalle nuove tecnologie ICT applicate ai processi evolutivi della città contemporanea.
Il servizio di Urbanistica 163, curato da Alessandro Balducci, Maryam Karimi, Klaus R. Kunzmann, si sofferma sul paradigma indotto dalle tecnologie ICT, evidenziandone i cambiamenti che genera in termini di utilizzo e divulgazione dell’informazione, impiego dell’energia e fruizione dei servizi. La diffusione di dispositivi intelligenti fa si che i cittadini siano allo stesso tempo clienti e fornitori di informazioni; al contempo consente a chi governa le piattaforme ICT di detenere il potere di controllo dei dati.
La questione rimane delicata e nasconde lati oscuri, sui cui l’incontro di Urbanpromo Letture intende discutere criticamente, anche in una prospettiva post Covid-19 e dentro lo scenario perimetrato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.


PROGRAMMA

Introduce e coordina:
Paolo Galuzzi, Direttore di Urbanistica

Interventi:
Alessandro Balducci, Politecnico di Milano
Giovanni Azzone, Politecnico di Milano
Maryam Karimi, Politecnico di Milano

Dibattito finale

Contributi

Un commento su “THE DARKER SIDE OF SMART CITY

  1. il termine “città intelligente” fu usato a Roma nel 1996 per l’avvio di un corso di formazione per dipendenti comunali che sarebbero stati impiegati nella sperimentazione di laboratori di quartiere. Dal 1998 al 2001 “la città intelligente” è una linea editoriale dell’USPEL ( Ufficio Partecipazione e Laboratori di Quartiere) con 5 pubblicazioni. Questa precisazione per dovere di cronaca ,senza alcuna rivendicazione di primogenitura e riconoscendo all’Ufficio di Piano di Rio la primogenitura del termine “smart city”.

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