Il progetto Albergo sociale diffuso nasce per valorizzare il patrimonio pubblico del Comune di Milano sottoutilizzato a causa delle ridotte dimensioni degli alloggi e allo stesso tempo per rispondere ai bisogni di residenzialità temporanea di breve periodo di persone singole o di nuclei piccolissimi in situazione di momentanea fragilità.
Il progetto, frutto della collaborazione tra Fondazione Cariplo, Comune di Milano, Fondazione Housing Sociale e Abitare Sociale Metropolitano, intende creare un’offerta di residenzialità temporanea volta a diminuire le “accoglienze improprie” (come quelle in RSA o in comunità alloggio di persone con una fragilità economica ma non fisica o sociale) inadeguate in termini di costi e di risposta ai bisogni, individuando al contempo forme gestionali appropriate e percorsi di fuoriuscita verso altre soluzioni più stabili.
Il risparmio economico generato da una gestione più appropriata delle situazioni di residenzialità temporanea potrà essere reindirizzato verso la qualificazione dei servizi di accompagnamento o al ripristino di nuovi e ulteriori alloggi, generando una forma di welfare con caratteristiche di sostenbilità.
Al momento il progetto interessa 35 alloggi sparsi in differenti immobili di proprietà del Comune di Milano riconducibili a 3 principali nuclei localizzativi: Isola-Garibaldi-centro, Nigurda, Quarto Oggiaro.
Gli alloggi sono dati in comodato d’uso dal Comune di Milano ad Abitare Sociale Metropolitano che si impegna a recuperare gli alloggi, realizzando gli interventi edilizi ed impiantistici necessari e arredando in modo opportuno e funzionale le unità abitative e a gestirli secondo le finalità stabilite.
TARGET DI RIFERIMENTO
Il target di riferimento del Progetto, in relazione alla dimensione degli alloggi e alla natura della domanda, viene identificato in mamme con bambini, neomaggiorenni, anziani autosufficienti, padri separati con o senza minore in carico, adulti in stato di disagio sociale e/o emergenza famigliare che non hanno la possibilità immediata di trovare un’abitazione e che siano in grado di gestire autonomamente la propria condizione abitativa, supportati, se necessario, da servizi di accompagnamento sociale.