Ennio Nonni, INU – URBIT; Diletta Marabini, Psicologa


Il verde nelle sue molteplici declinazioni (dal giardino pensile alla foresta urbana) ha da qualche anno catturato le attenzioni di un vasto pubblico.

Guardando alla dimensione urbana è certo che il verde rappresenta un traino per la rigenerazione delle periferie, per il contrasto al cambiamento climatico, incidendo quindi sulla salute pubblica e sul benessere della vita quotidiana. La salute dell’uomo e quella del pianeta non è indifferente rispetto al verde nella città in quanto la natura costituisce quel filtro naturale, aggiuntivo e insostituibile per assorbire gli effetti di una evoluzione che è in continua e non prevedibile mutazione. Città e periferie sempre più grigie, stili di vita fuori scala e in questo preciso momento storico anche una crescente sensazione di solitudine e inadeguatezza delle discipline tecniche, impongono di ritrovare un nuovo equilibrio per vivere un ordina naturale.

La finalità, avendo sempre come traguardo “il verde” è quella di andare oltre l’aspetto progettuale, tecnico, legislativo, urbanistico (gli effetti) per affrontare l’argomento in senso circolare, andando alle sue  radici.

Come ritrovare quello spazio naturale dentro e fuori per vivere secondo natura? Come ricostruire insieme case, città e un nuovo mondo che sia a misura di essere umano? Da dove cominciare per garantire quell’equilibrio fra ambiente costruito e naturale attraverso la dimensione visibile del verde urbano?

Obiettivo del convegno è un dialogo interdisciplinare, che accantonati i tecnicismi, porti ad esplorare, da qualificati punti di vista diversi, una nuova dimensione del verde basata su un’evoluzione armonica che unisce lo spazio interiore e la città.