Europa 2020 e sviluppo place based. Sviluppo del territorio e beni comuni

Nei percorsi di sviluppo locale i beni comuni hanno un ruolo determinante, sia come componenti identitarie che come produttori di commodities e servizi essenziali, tanto da essere fra gli elementi principali presi in considerazione nelle scelte localizzative delle imprese. Inoltre essi hanno la caratteristica di svolgere sempre le loro funzioni fondamentali verso più di un settore economico, divenendo i cardini attorno ai quali si organizzano la multifunzionalità economica locale, la capacità di ibridazione intersettoriale, la resilienza economica, ecologica, sociale.
Tali beni sono per lo più affidati alla cura dei Comuni, che hanno il compito di costruire attorno ad essi forme di utilizzazione che, tutelandoli, ne consentano anche la liberazione delle potenzialità di sviluppo che incorporano. Acque, green infrastructures e fruizione ambientale, beni storico-artistici proprietà pubbliche e turismo culturale, terre paesaggi ed enogastronomia, artigianato creatività e produzioni di nicchia sono solo alcuni esempi di un modello di sviluppo che in Italia dimostra persistenza e solidità, a causa del formidabile patrimonio presente nelle tante cittadine del nostro Paese.
L’incontro vuole focalizzare il ruolo d’integrazione dei beni comuni locali nelle nuove prospettive di sviluppo, far emergere come le misure previste dai POR regionali e il metodo della progettazione integrata prevista nel nuovo ciclo di programmazione comunitaria possano essere utilizzati per intersecare innovazione cognitiva e valorizzazione delle risorse endogene, e di come le istituzioni preposte alle politiche di sviluppo e i supporti consulenziali possano dare un loro contributo.

 

Introduce e coordina:
Simone Ombuen, membro del CDN INU

 

Esperienze:

Un Patto per i beni Collettivi: l’esperienza dei Contratti di Fiume in Italia
Massimo Bastiani, Coordinatore del Tavolo nazionale Contratti di Fiume

Collaborazione pubblica per la governance locale: il partenariato pubblico-privato-civico. L’esperimento Co-Mantova
Christian Iaione, Direttore LabSus

Il PUC2 di Perugia. Un bilancio della programmazione europea 2007-2013 in tema di riqualificazione urbana
Franco Marini, Dirigente del Comune di Perugia

Innovazione e capitale sociale nelle politiche urbane. L’esperienza dell’ITI del Comune di Cagliari
Marco Naseddu, Gruppo di lavoro Politiche Urbane del Centro Regionale di Programmazione – Regione Autonoma della Sardegna
La legge regionale Marche n. 4/2010 e i distretti culturali evoluti
Simona Teoldi, Dirigente dell’assessorato alla Cultura, Regione Marche

Il ruolo delle università di territorio nei distretti culturali evoluti
Flavio Corradini, Rettore dell’Università di Camerino

Il progetto di un distretto culturale evoluto: il caso di A.M.A.M.I. e il ruolo di poltrona FRAU
Gian Paolo Barbieri, Presidente di Area SpA; AD di GATE srl, spin-off dell’Università di Ferrara

 

Riflessioni e prospettive:

Agende strategiche per i beni comuni
Ugo Baldini, CAIRE

Beni comuni e agenda urbana
Gabriele Pasqui, Direttore DAStU, Politecnico di Milano

La valorizzazione dei patrimoni locali come volano di sviluppo e di crescita culturale
Giovanni Carbonara*, Comitato Tecnico Scientifico Beni Architettonici e Paesaggistici, MIBACT

Mobilità dolce, paesaggio ed armatura culturale come fattori di sviluppo del territorio                                                                                                  Roberto Busi, Università di Brescia, CeNSU

Nuove geografie per l’Italia di mezzo
Pierluigi Properzi, Presidente INU Abruzzo

Prevenzione del dissesto idrogeologico, adattamento al GCC e cura dei beni comuni locali come occasioni di sviluppo locale
Mauro Grassi, Direttore della Struttura di Missione “Italia Sicura”, PCM

La nuova governance territoriale per i percorsi di sviluppo locale
Giovanni Vetritto, Coord. Ufficio attività internazionale e coop. interistituzionale, Dip. affari regionali, PCM, Presidenza del Consiglio dei Ministri

 

 


 

* Invitato

  • Per tale iniziativa è stato richiesto il riconoscimento di 3 CPF alla Consulta Regionale Lombarda degli Ordini degli Architetti
  • Agli iscritti agli Ordini territoriali dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali che parteciperanno a questa iniziativa verranno riconosciuti 0,5 CFP
  • Gli Ingegneri potranno maturare 3 CFP a giornata di partecipazione