IL MUSEO ALL’APERTO DELLA CITTÀ DI FAENZA: QUANDO L’URBANISTICA SI INTEGRA CON L’ARTE URBANA. UN ESEMPIO DI RIGENERAZIONE URBANA ATTRAVERSO L’ARTE PUBBLICA

Il MAP faentino è un grande esempio di come l'arte urbana può incidere sulle periferie esistenti trasformando la città in un ricco contenitore ideale di opere d'arte, fruibile liberamente, in alternativa allo spazio museale

Arte e urbanistica si uniscono in un connubio destinato alla riqualificazione della trasformazione urbana della città esistente.
A Faenza, il progetto del MAP innesca l’arte urbana come fattore identitario di grande interesse pubblico e attiva nuove energie per la rigenerazione degli spazi urbani. Il museo, continuamente in progress, raccoglie più di 70 opere d’arte collocate nella città secondo un preciso progetto urbanistico (già introdotto nel Piano Strutturale faentino approvato nel 2010) per rendere Faenza sempre più attrattiva e culturalmente riconoscibile, offrendo anche un esempio di come, attraverso le installazioni artistiche, si possa elevare la qualità e riconoscibilità dei luoghi urbani periferici e integrare sapientemente la qualità di quelli storici. In questo modo, il MAP supera il concetto di mostra temporanea, relegata in spazi confinati, e diventa la città il contenitore ideale, alla vista di tutti, senza diaframmi.
Quando l’esperienza dell’arte (della bellezza), da occasionale diventa quotidiana, si liberano sinergie innovative, di speranza e vitalità. L’obiettivo è di generare quello stupore che si avverte quando si visita un centro storico ricco di emergenze architettoniche, scultoree, pittoriche.