Matelda Reho e Giulia Lucertini, Università Iuav di Venezia


La questione “cibo” e, più nello specifico, il suo consumo e spreco negli ultimi hanno guadagnato sempre più attenzione, sia a causa della pandemia e delle difficoltà che questa ha messo in luce, sia in relazione ad una crescita di sensibilità, che in alcune città ha supportato la definizione di vere e proprie politiche, in molti altri centri ha dato comunque vita e sostegno a pratiche con rilevanti potenzialità.

Siamo ora in una fase più matura della discussione e della progettualità sul cibo e sulle filiere connesse e, proprio partendo dalle esperienze di maggiore successo, possiamo analizzare anche la carica di innovazione e di cambiamento, che l’attuazione di molte pratiche ha prodotto nel tessuto sociale delle comunità locali.  Lo spazio di confronto messo a disposizione da Urbanpromo Green è dunque l’occasione per andare oltre i risultati specifici di alcuni progetti; attraverso il racconto della loro attuazione si entra anche nel merito di altri risultati positivi, non sempre previsti, in termini di crescita del capitale sociale, della capacità di attivare e mantenere delle reti, di estendere la sensibilità verso le questioni relative al cibo anche ad altri ambiti d’intervento. Si vogliono cioè portare all’attenzione alcune esperienze progettuali che da una parte sono in grado di abbattere le barriere che hanno portato ad allontanare il consumatore dal produttore, generato sprechi e disuguaglianze, dall’altra hanno anche un potenziale per “andare oltre”, per agire, ad esempio, positivamente sull’ambiente, sulla tutela del paesaggio, integrare diverse istanze e capitalizzare dunque la portata innovativa delle pratiche e la capacità di progettare insieme.

I casi presi in considerazione sono stati spesso efficacemente supportati da Fondazioni e da gruppi organizzati in processi bottom up. Spesso le interazioni con le esperienze di urban food policy sono abbastanza definite, in altri casi, proprio il consolidarsi di alcune pratiche e gli effetti trasformativi all’interno delle comunità locali possono fornire uno stimolo ad affrontare la “questione cibo” in maniera più sistematica ed integrata con altre problematiche.


Ore 9:00 ingresso in sala

Ore 9:30 inizio dei lavori


PROGRAMMA

Saluti e introduzione
Matelda Reho, Università Iuav di Venezia

“Politiche urbane del cibo e attivazione di processi nelle comunità locali”
Egidio Dansero, UniTo

 

Prima sessione – Dalla produzione e acquisto solidale di cibo al riconoscimento di altri valori comuni

“Comunità agricole periurbane tra economia di prossimità e pratiche agroecologiche: le esperienze dal bando Coltivare valore”
Noemi Canevarolo, Fondazione Cariplo

“Cascina Biblioteca Chi Ama terra. Elogio della penna liscia”
Thomas Giglio, La Grangia di San Gregorio

“I GAS, innovazioni nelle pratiche e tendenze”
Cecilia Cornaggia, Università Cattolica
Francesca Forno, Università di Trento

 

Pausa: intitolazione del giardino di Cascina Fossata a Nella Colombo

 

Seconda sessione – Innovazioni e crescita del capitale sociale nelle attività di acquisto, raccolta e redistribuzione di cibo

“Sistemi di prossimità per la lotta allo spreco e il contrasto alle povertà”
Simona Sordo, Compagnia di San Paolo

“Per una città a spreco zero: cooperazione e integrazione in una logica di comunità”
Marco Malfatto, Rete Ricibo

“Torino Solidale: dal cibo al welfare di prossimità”
Federica Giuliani, Comune di Torino
Alice Graziano, Rete degli Snodi

“Comunità del cibo per costruire un futuro sostenibile in singoli territori”
Davide Biolghini, Forum Cooperazione e Tecnologia, Co-Energia

Conclusioni della giornata

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