A cura di Roberto Gerunto, INU Campania; Simone Ombuen, INU-ASviS
Le ZES – Zone Economiche Speciali nascono nella seconda metà del Novecento come risposta alla necessità di rilanciare economie locali in difficoltà e favorire l’integrazione nei mercati internazionali. Nel corso degli anni il modello si è progressivamente diffuso a livello globale, in particolare nei Paesi in via di sviluppo e nelle economie emergenti. Negli ultimi anni il quadro normativo italiano è stato oggetto di significativi interventi di rafforzamento. In particolare, il Decreto-Legge n. 124/2023 (L. n. 162/2023) ha istituito dal 1°gennaio 2024 la ZES unica per il Mezzogiorno, superando la precedente frammentazione in più ZES regionali ed accorpandovi da novembre 2025 anche Marche e Umbria. La riforma ha introdotto uno sportello unico digitale (SU.ZES) e accentrato le competenze in una cabina di regia nazionale presso la Presidenza del Consiglio, con il rafforzamento delle procedure semplificate (art. 5-bis DL 91/2017) e il coordinamento con il PNRR per gli investimenti infrastrutturali e logistici nelle aree portuali e retroportuali.
Le principali misure di vantaggio riguardano l’accesso al credito d’imposta, incentivi all’occupazione e misure di decontribuzione, semplificazioni procedurali e autorizzative, conferenze dei servizi accelerate.
Fra il 2024 e il primo scorcio del 2026, risultano approvate 1.107 istanze di finanziamento, con la creazione di oltre 41.000 posti di lavoro e investimenti di circa 30 miliardi di euro, con tempi di approvazione ridotti a 30 giorni. Il 50% circa riguarda la rilocalizzazione (18), il trasferimento (4) o il nuovo insediamento (514) di attività produttive. La rilevante questione urbanistica che si pone riguarda la completa derogabilità, nell’Autorizzazione Unica, dalle previsioni dei piani urbanistici comunali e dei piani territoriali e paesistici, essendo non vincolante il pur obbligatorio parere degli enti locali e delle regioni. Il TAR Puglia ha recentemente chiarito che non esiste una “deroga automatica” illimitata ai piani urbanistici e commerciali comunali, ribadendo la necessità di conformità alle finalità previste.
L’incontro, promosso da un coordinamento costituitosi fra le Sezioni regionali dell’INU coinvolte, il Gruppo di lavoro 11 Città sostenibili di Asvis e lo Svimez, mira a chiarire e distinguere deroghe di dettaglio sotto il profilo normativo o per la localizzazione, ampliamenti di aree produttive o altri casi assimilabili, da interventi derogatori in aree sensibili sotto il profilo ambientale e paesaggistico o di rilevante potenziale produttività agricola, in grado di determinare rivalutazioni improprie e speculative delle rendite fondiarie.
Il programma dell’evento è in corso di definizione.
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