Arena Eventi Campovolo: il simbolo della Reggio Emilia del futuro

23/05/2018
Tra i progetti che hanno partecipato all’ultima edizione di Urbanpromo, e disponibile nella gallery online di www.urbanpromo.it, c’è l’Arena Eventi Campovolo, dal Comune di Reggio Emilia. Sull’importante opera abbiamo rivolto alcune domande all’assessore alla Rigenerazione urbana Alex Pratissoli.

Possiamo ricostruire assieme l’iter di realizzazione di questa opera importante, che ha avuto impatto e visibilità anche a livello nazionale?

Nel 2015 ENAC ha disposto l’affidamento in concessione totale dell’Aeroporto di Reggio Emilia a favore della Società Aeroporto di cui il Comune è socio. Il “Programma di Intervento per l’affidamento in concessione” definiva lo sviluppo del sistema aeroporto nei prossimi vent’anni, perseguendo, tra gli altri obiettivi, anche l’efficientamento e la messa in sicurezza del sedime non operativo dell’area, mediante un “utilizzo pluriennale per lo svolgimento di eventi e manifestazioni”. Sulla base di tale disposizione, nel 2016, Società Aeroporto ha ricevuto da un pool di operatori economici una “proposta di finanza di progetto” per l’affidamento, in concessione di lavori, della progettazione definitiva ed esecutiva, della realizzazione e della gestione dell’Arena Eventi Campovolo nella quale il soggetto privato successivamente selezionato tramite evidenza pubblica si è impegnato a contribuire all’80% del valore dell’opera, mentre la parte restante è stata coperta con un contributo europeo finalizzato alla valorizzazione turistica dei territori. Non è previsto pertanto alcun impegno economico né da parte del Comune né degli altri soci pubblici di Aeroporto.  Dal punto di vista urbanistico, Società Aeroporto, ha presentato nel 2017 una istanza per l’avvio del procedimento unico semplificato, ai sensi degli artt. 36 ter e 36 octies della L.R. n. 20/2000, finalizzato all’approvazione del progetto preliminare e definitivo dell’opera di interesse pubblico denominata “Arena Eventi Campovolo” in variante al PSC ed al POC, comprensivo di Valutazione Ambientale Strategica e della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale volontaria. A seguito della chiusura della Conferenza di Servizi, durata 6 mesi, il 13/11/2017 con Deliberazione di Consiglio Comunale  si è proceduto alla presa d’atto delle Determinazioni della Conferenza di Servizi  e al provvedimento positivo di VIA. L’opera avrà un costo complessivo di 8,6 milioni di euro, che corrispondono al più grande investimento in cultura degli ultimi 20 anni, dei quali 6,9 come investimento da parte dei partner privati ed 1,7 milioni come contributo della Regione Emilia-Romagna sulla base di fondi europei finalizzati al miglioramento dell’attrattività turistica. Non sono pertanto previsti investimenti o contributi né da parte del Comune di Reggio Emilia né degli altri soci pubblici di Aeroporto. Tutti i costi di gestione saranno ovviamente a carico del promotore privato, che dovrà inoltre versare un canone d’affitto a Società Aeroporto complessivamente pari a 2,340 milioni di euro. Sono inoltre attese altrettante entrate dalla gestione da parte di Società Aeroporto dei parcheggi previsti nell’area operativa, senza considerare i ritorni economici derivanti dal turismo attratto e dalle aziende impegnate. Tutto questo garantirà la stabilità di bilancio della Società Aeroporto e ne consente la pianificazione futura in termini di nuovi investimenti e servizi per le funzioni aeroportuali. Inoltre, parte di queste entrate straordinarie verranno reinvestite da Aeroporto per potenziare i parchi e i collegamenti ciclopedonali presenti nelle aree a cintura, valorizzandone la fruizione e gli aspetti naturalistici e paesaggistici.

A che punto siamo?

Lo scorso anno si sono completate le procedure di affidamento della costruzione e gestione dell’opera nonché l’approvazione della variante urbanistica e della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale. Nel mese di marzo di quest’anno ENAC ha approvato il progetto esecutivo dell’opera ed i lavori sono stati avviati nel mese di maggio con l’obiettivo di rendere funzionante l’Arena per la stagione estiva 2019.

Dal punto di vista urbanistico e architettonico può segnalare delle innovazioni che la contraddistingueranno?

L’intervento si caratterizza per la sua sostenibilità attraverso il riuso dell’area non operativa, a nord della pista di atterraggio, riqualificandola con nuove funzioni, senza consumo di suolo, e valorizzando al contempo i parchi limitrofi. L’opera consiste nella realizzazione di un boulevard attrezzato che accompagnerà i visitatori fino all’Arena e potrà ospitare attività di incontro, intrattenimento ed espositive. L’area di ingresso, che si innesta su via dell’Aeronautica, presenta infatti una zona dedicata all’allestimento di manifestazioni temporanee: su questo spazio potranno essere disposte strutture leggere ed amovibili, che favoriranno l’organizzazione e la gestione al meglio dell’accoglienza per i grandi eventi, ma anche l’allestimento di eventi minori non esclusivamente a carattere musicale. L’area centrale formerà invece una grande piazza per l’accesso all’arena spettacoli. L’anima del progetto è data dall’Arena verde: uno spazio facilmente accessibile sia in entrata che in uscita, delimitato da un grande rilevato in materiale di riporto di altezza massima di 5 metri.  L’intervento è studiato per avere un grado di flessibilità tale da permettere di ospitare diversi tipi di concerti ed eventi, con una capienza da 10.000 a 100.000 persone. Nei concerti minori infatti sarà possibile chiudere parte dell’Arena con strutture temporanee leggere per evitare la dispersione del pubblico.  L’Arena non solo è compatibile con i parchi esistenti ma risulta determinante per il loro potenziamento e la loro riqualificazione. Il progetto dell’Arena si colloca infatti al margine nord dell’area aeroportuale, dentro alla zona non operativa, mentre i parchi attualmente esistenti sono collocati a sud e ad est della pista aeroportuale e sia gli strumenti urbanistici, sia gli investimenti fatti negli anni che hanno portato a piantumare oltre 9.000 alberi, ne hanno confermato l’uso a bosco urbano.  L’intervento preserva e valorizza questo ambito attraverso la piantumazione di oltre 1700 essenze arboree, la realizzazione di una nuova pista ciclabile ad anello di 5,2  chilometri, che ricongiunge il parco urbano Berlinguer, il parco del Rodano e corre sul limite settentrionale dell’Arena per ricollegarsi a via dell’Aeronautica, nonché ulteriori investimenti da parte di Società Aeroporto per rendere questi parchi più sicuri e vivibili. Come detto l’intervento è stato anticipato da una Valutazione di Impatto ambientale volontaria, non richiesta dalla legge, ma utile per risolvere, fin dalla fase progettuale, i principali impatti sul territorio a tutela, in particolar modo, dei quartieri limitrofi secondo precisi criteri di sostenibilità verificati dagli Enti competenti in materia ambientale e di sicurezza. Dal punto di vista acustico, l’orientamento del palco verso nord anziché verso il quartiere di Santa Croce – come è avvenuto invece in passato per i grandi concerti al Campovolo o verso Villa Curta come è avvenuto negli anni durante Festareggio – la conformazione parzialmente interrata e l’adozione di moderne tecniche di amplificazione, garantisce la minimizzazione fino al completo annullamento dell’impatto durante le prove e gli eventi.  Per quanto attiene la mobilità, l’utilizzo da parte di Società Aeroporto dell’area operativa a parcheggio temporaneo, garantisce la totale autonomia dell’Arena rispetto alle zone circostanti per tutti gli eventi inferiori alle 30mila persone per quali non è prevista alcuna modifica della viabilità ordinaria. Inoltre, al fine di garantire una accessibilità migliore all’area, in particolare per quanto riguarda i mezzi di emergenza e soccorso, nonché l’uscita del parcheggio nell’area operativa, è previsto il raddoppio del ponte di Villa Curta. Sono state inoltre individuate le viabilità di accesso e uscita e i parcheggi a servizio dell’area, favorendo soluzioni che incentivino la mobilità sostenibile e collettiva attraverso bus turistici, navette di collegamento con la città e i parcheggi scambiatori, il cui costo è interamente a carico del soggetto gestore dell’Arena, la prenotazione congiunta di biglietti e parcheggi, sconti per l’utilizzo del car pooling.  Le emissioni di CO2 relative sia alla costruzione che alla gestione saranno completamente compensate, al fine di garantire un bilancio emissivo pari a zero, attraverso la piantumazione di ulteriori alberi nei parchi circostanti l’Arena. Verrà inoltre migliorata la permeabilità dell’area: non solo infatti non verrà consumato nuovo suolo, ma si prevede la desigillazione di oltre 20mila metri quadrati di superficie. Infine il progetto prevede la totale assenza di barriere architettoniche.

Che tipo di indotto è in grado di muovere una struttura come Arena eventi Campovolo? Quali sono gli obiettivi, a quale strategia risponde?

Obiettivo dell’intervento è qualificare e valorizzare l’Arena Campovolo come struttura all’aperto attrezzata per grandi concerti ed eventi di rilevanza nazionale ed internazionale, dimensionata per ospitare ogni anno oltre 320.000 persone tra aprile e ottobre. In tal senso, l’Arena ha l’ambizione di rappresentare la porta di ingresso di numerosi turisti all’Area vasta comprendente i territori dell’Emilia occidentale, del sud Lombardia e Veneto, ed in senso più ampio tutto il territorio emiliano-romagnolo. Il progetto si inserisce infatti in una strategia di promozione turistica regionale che identifica il territorio reggiano come nodo della Music Valley, collegando il turismo legato al luogo di nascita e di produzione di artisti di musica pop-rock a uno spazio per performance unico in Italia e in Europa.  Non solo turismo però. Il progetto ambisce a qualificarsi come promotore di sapere e lavoro in chiave innovativa, e in quanto tale risulta coerente con le azioni strategiche e infrastrutturali avviate nell’Area Nord quali ad esempio il Parco Innovazione alle Reggiane, il Campus universitario del San Lazzaro o ancora la riqualificazione del Parco Industriale di Mancasale. L’Arena si pone infatti quale generatore di un’economia nuova, sostenibile e della conoscenza, che fa leva sulle competenze distintive di Reggio e del suo territorio nell’ambito sia della produzione del lavoro, sia della ricerca in questo caso nel campo della musica, dell’ingegneria del suono, dell’industria culturale e creativa, della gestione tecnica logistica e comunicativa di grandi eventi, generando la nascita di nuove imprese dedicate e la crescita di quelle esistenti, attivando importanti partnership di ricerca con l’Università.  L’Arena come generatore di turismo, sapere e lavoro ambisce pertanto a contribuire allo sviluppo economico territoriale investendo nei settori del terziario avanzato e nel sistema produttivo culturale e creativo locale, unendosi ai tradizionali punti di forza di Reggio Emilia come l’agroalimentare o la manifattura.

Come si lega dal punto di vista territoriale e infrastrutturale alle altre opere che sta mettendo in campo l’amministrazione reggiana in questi anni?

Come detto l’Arena è parte della strategia più complessa di valorizzazione del territorio attraverso la qualificazione ed infrastrutturazione dell’Area Nord nella quale la Stazione Alta velocità è senza dubbiouno dei principali elementi di attrazione.  Tuttavia i fattori che rendono un territorio competitivo non sono esclusivamente di carattere infrastrutturale. Alla stazione Av Mediopadana, al casello autostradale, alla nuova tangenziale nord, ad un rinnovato Parco Industriale come quello di Mancasale e al nascente Parco Innovazione alle Reggiane il nostro territorio è in grado di aggiungere elementi dirimenti per la scelta di investimenti da parte di soggetti provenienti da fuori provincia, in alcuni casi da fuori Italia. Mi riferisco alle persone, al sistema sociale, culturale, economico della città, ai servizi che siamo in grado di offrire e alla presenza di filiere produttive di eccellenza mondiale. Dall’università, alle scuole dell’infanzia, dai servizi culturali a quelli per le persone deboli e svantaggiate, da imprese leader su meccanica, moda e agroalimentare a una molteplicità di piccole e medie aziende che rendono il tessuto economico vivace e in continua evoluzione.  E’ vero che in questi ultimi tempi registriamo segnali estremante positivi in merito soprattutto ai dati economici della città che incidono in maniera significativa sulla occupazione. Aziende esistenti consolidano la loro presenza e si ampliano, altre si insediano a Reggio, alcune di queste afferenti a mondi produttivi fino ad oggi lontani dalla nostra tradizione, penso ad esempio a Palomar nel Parco Innovazione alle Reggiane. Un trend che agevola un visione ottimistica del futuro, a patto che al centro del progetto di sviluppo vi sia sempre la persona e le relazioni fra comunità e territorio. Per questo immagino una città in grado di crescere in maniera significativa, rigenerandosi all’interno dei confini del già costruito. Una città che sappia interpretare l’emergenza climatica e l’irruzione di nuove tecnologie come straordinaria opportunità di crescita e sviluppo, che influenzerà notevolmente le dinamiche delle aree urbane nel prossimo futuro. Il rispetto dell’ambiente e la lotta ai cambiamenti climatici rappresentano infatti non solo una enorme responsabilità sociale, ma anche una opportunità per lo sviluppo economico competitivo e ad alto valore aggiunto del nostro territorio. L’ambiente deve in tal senso divenire una assoluta priorità, non solo perché ve n’è la necessità, ma perché segnerà la distinzione fra Paesi ed economie avanzate e quelle che rimarranno agganciate a modelli di sviluppo già oggi superati, basati su alti consumi, fonti fossili, bilanci economici e sociali, che non considerano la variabile ambientale fra quelle strategiche. Credo che il progetto e la realizzazione dell’Arena eventi Campovolo di Reggio Emilia sia sintesi e modello attuato di questa cultura ambientale, politica e amministrativa.