La rigenerazione urbana e del territorio per Anas

21/05/2017
All’ultima edizione di Urbanpromo ha partecipato anche Anas, il gestore della rete stradale e autostradale di interesse nazionale. Anas ha presentato la propria attività; è utile e interessante segnalare che essa negli ultimi anni si sta diversificando nella direzione di una attenzione ad aspetti che esulano dalla stretta operatività tecnica, e sono strettamente connessi alle pratiche della rigenerazione urbana e del territorio.

In questo ambito rientra senza dubbio l’inizio del percorso di valorizzazione delle case cantoniere. Sono 1.244  su tutto il territorio, di cui la metà sono utilizzate come sedi operative, per il personale di esercizio, magazzini o altre funzioni. Negli anni molte di queste strutture hanno smesso di svolgere la loro funzione primaria. Da qui il progetto di riqualificazione messo in campo da Anas in collaborazione con i Ministeri delle Infrastrutture e dei Beni culturali e con l’Agenzia del demanio, all’insegna del turismo sostenibile. L’obiettivo è quello di poter offrire in questa case ospitalità e ristorazione a una qualità e a un costo standard e prevedendo altri servizi che portino alla ulteriore valorizzazione del territorio circostante. Il progetto pilota è stato costruito con un primo portafoglio di case cantoniere su tutto il territorio nazionale. E’ stato lanciato, nel luglio 2016, il bando di gara. Nel novembre successivo è scaduto il termine di partecipazione al bando. Era rivolto a start-up, singoli imprenditori, consorzi, aziende, associazioni, cooperative e valutava ai fini dell’aggiudicazione la capacità di sviluppare un progetto economicamente sostenibile e coerente con le finalità del modello proposto da Anas.La ristrutturazione dell’immobile è a carico di Anas mentre il concessionario corrisponderà un canone di concessione, oltre ad un contributo variabile in funzione del fatturato generato dall`attività imprenditoriale. Le concessioni dureranno 10 anni, trascorsi i quali si procederà ad un nuovo bando di gara.

Simile la filosofia alla base del progetto GRAART, per valorizzare le infrastrutture di una delle arterie più importanti del Paese, il Grande Raccordo Anulare di Roma.

La storia e il mito di Roma rivivono sulle pareti del Grande Raccordo Anulare. Dieci Urban Artist internazionali hanno aderito al progetto GRAArt, promosso da Anas, per valorizzare le infrastrutture di una delle arterie più importanti del Paese, realizzando su rampe e sottopassi (dieci le aree coinvolte) opere di arte contemporanea ispirate al mito della Città Eterna.

 I murales di GRAArt ripercorrono il mito di Roma per mano di artisti internazionali e si avvalgono della consulenza della scrittrice di best-seller ambientati nella Capitale, Ilaria Beltramme.  Le opere raccontano la ricchezza culturale ed artistica della Città Eterna attraverso le storie che l’hanno vista protagonista nel corso dei secoli. Tutti i dipinti, infatti, rappresentano miti, leggende ed aneddoti – spesso poco considerati se non addirittura dimenticati – delle aree della città in cui sono stati realizzati e di cui aspirano a diventare un simbolo.

Gli artisti che hanno preso parte al progetto provengono da ogni parte del mondo: Uruguay, Venezuela, Francia, Spagna, Italia. Ogni opera è corredata di una targa con un QR Code che permette al visitatore di accedere al sito web dedicato www.graart.it, e di leggere la storia che ha ispirato il murales e la biografia dell’artista che lo ha realizzato.