Vittorio Salmoni, INU – URBIT


I luoghi della Cultura, specie in epoca post Covid, rappresentano uno dei fattori cruciali dell’economia di una città, laboratori di idee, centri di attrazione, confronto, disseminazione, socializzazione. Le più importanti città italiane hanno ripensato e rigenerato intere parti attorno ad un Museo, ad una sede di Fondazione Culturale. I borghi delle aree interne puntano sui luoghi della cultura e le tecnologie digitali per strutturare il proprio futuro. Oggi il ruolo urbano e territoriale degli spazi culturali si amplia, si diversifica sino ad assumere caratteri del tutto imprevisti: accade che si concentrino in essi funzioni eterogenee che danno origine ad insiemi multidisciplinari capaci di intercettare contemporaneamente diverse esigenze culturali, formative, artistiche esperenziali.
I casi proposti dai relatori, scelti a tutto campo anche in ambito internazionale, daranno conto delle esperienze  di elaborazione e riorganizzazione degli spazi culturali già in atto, anche alla luce delle trasformazioni strutturali  imposte dalle misure per contrastare la  pandemia, che caratterizzano questa nuova interessante fase.
Ma non ci si vuole limitare ad una rassegna di casi: l’obiettivo è offrire alle amministrazioni, alle comunità locali e agli operatori culturali materiale per elaborare nuovi modelli e policies urbane.


Se sei interessato a partecipare allo sviluppo del programma di questo convegno, puoi lasciarci un commento o una segnalazione nella successiva sezione “contributi”.

PROGRAMMA

Introduce:
Vittorio Salmoni, INU – URBIT

Relazionano:
 
Pippo Ciorra, Fondazione Maxxi   
Lorenza Baroncelli, Comitato Scientifico Triennale
Daniele Pitteri, A.D. Musica Per Roma
Mauro Felicori, Assessore Cultura Emilia-Romagna
Oliviero Ponte di Pino, Giornalista e scrittore, Organizzatore BookCity
Giovanni Agosti, Storico dell’arte, Università degli Studi di Milano
Paolo Giulierini, Direttore MANN – Museo Archeologico di Napoli
Lucio Argano, Presidente Commissione Pubblico Spettacolo MIBACT
Vittoria Crisostomi, Università Roma Tre

Conclusione dei lavori