A cura di Iole Piscolla, Associazione Nazionale Città del Vino
La contrazione dei consumi del prodotto vino, cronicizzata da una molteplicità di fattori, riporta al centro la necessità di uno spazio di confronto e condivisione intorno al futuro dei territori del vino.
La transizione digitale e socio ecologica interessa le comunità locali e i territori in cui la viticoltura disegna il paesaggio ma anche la cultura, il lavoro, la produttività, le relazioni sociali.
A far leva sulla quota valore sono la capacità di innovare e la capacità di mettere in rete gli attori del territorio.
Il premio “La miglior Pratica Urbanistica delle Città del Vino. Miglior Piano, Buona Pratica, Progetto” rappresenta oggi più che mai una occasione utile per valorizzare i comuni che si sono distinti nella elaborazione di una pianificazione urbana particolarmente attenta alla valorizzazione del patrimonio vitivinicolo e paesaggistico e conseguentemente alla tutela del territorio rurale. Al tempo stesso rappresenta l’occasione per valorizzare la cultura delle buone pratiche capaci di coniugare enoturismo e pianificazione, cultura del paesaggio e comunità locale.
Tale impegno è oggi rinnovato e messo a disposizione dei territori attraverso una attenta applicazione delle Linee Guida emanate da Città del Vino.
Accade tutt’oggi, infatti, che la presenza di sistemi di pianificazione territoriale inadeguati rallentino lo sviluppo socio economico e territoriale.
Una politica di tutela e valorizzazione degli aspetti ambientali e paesaggistici è invece polmone per le destinazioni enoturistiche del futuro. Insieme a una cultura dell’innovazione.
In questa prospettiva, la rigenerazione digitale è tema cardine in quanto richiede un progetto complessivo che comprenda competenze, servizi, sicurezza informatica, capacità amministrativa e partecipazione della comunità.
Le Aree interne ma in generale i Territori del vino, per continuare a vivere e accogliere, devono essere luoghi nei quali sia possibile lavorare, portare avanti un’impresa, partecipare alla vita economica e sociale.
La rigenerazione digitale per i territori del vino non può limitarsi alla digitalizzazione degli uffici, ma deve far leva sulla qualità della vita, sull’accesso ai servizi, sulla capacità di attrarre giovani e professionisti, sulla capacità di mantenere il tessuto delle imprese e delle attività commerciali.
In questo senso il ruolo della IA è in favore della lettura dei dati climatici, della accessibilità dei territori, della sostenibilità e della capacità di erogare servizi al turista oltre che al residente.
Il programma dell’evento è in corso di definizione.
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