A cura di Francesco Domenico Moccia, URBIT
Tra i fenomeni globali che investono le città e i territori regionali ci sono le gare sportive internazionali con il movimento di interessi potenti e masse enormi di viaggiatori. I cambiamenti dello spazio urbano sono inevitabili: alcuni di essi sono effimeri, altri più profondi, come ci insegna la storia dall’Esposizione di Chicago alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. La reazione della comunità locale va dallo scetticismo e diffidenza fino al pragmatismo e adattamento. L’urbanistica deve studiare i modi perché si massimizzino i benefici in maniera equa e sostenibile.
L’occasione per tornare a riflettere su questi temi ci è data dalle competizioni per la Coppa America del prossimo anno a Napoli. Il dibattito si è incentrato su Bagnoli, un’area industriale dismessa da un trentennio, dove avranno sede i teams in competizione trovando un esito alla lunga diatriba (per altro ancora in corso) sulla bonifica e ad una destinazione dei suoli. In una prospettiva urbanistica e territoriale gli effetti dell’evento hanno maggiore portata e mettono in gioco altre questioni come la rivitalizzazione del Rione Terra di Pozzuoli, i porti turistici e la riqualificazione balneare e paesaggistica della costa del golfo di Napoli. Su tutto questo serve una regia urbanistica.
Ci sono esperienze già maturate in Italia su cui sono stati condotti bilanci da cui è possibile imparare per dare risposte a questi problemi. Si sollecita il più ampio confronto possibile.
Il programma dell’evento è in corso di definizione.
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