Più bici per andare a scuola e lavoro: ecco il progetto MoveTe

05/06/2018
Tra  i progetti che hanno partecipato all’ultima edizione di Urbanpromo, e disponibile nella gallery online di www.urbanpromo.it, c’è quello presentato dall’Adsu di Teramo. Una serie di iniziative che convergono sull’obiettivo di scoraggiare l’utilizzo dell’automobile la cui principale fa leva sulla convenienza economica. Il direttore dell’Adsu di Teramo Antonio Sorgi racconta che il progetto in questione, MoveTe, è un’evoluzione “di un progetto sviluppato per i ragazzi dell’Università di Teramo, Bike2study,  per incentivarli ad andare in bici all’Università. Per espandere quell’idea abbiamo contattato uno spin off dell’Università di Ancona e così  è nato, grazie a un bando del Ministero dell’Ambiente, MoveTe. Le azioni e gli incentivi oltre che agli studenti sono rivolti ai lavoratori”.

 

Il Comune di Teramo è capofila di un gruppo compreso nella provincia, che vede coinvolti anche Alba Adriatica, Martinsicuro, Giulianova, Roseto, Pineto, Atri, Mosciano, Bellante e Castellalto. A questi si aggiungono altri partner, l’azienda regionale dei trasporti Tua, la Fiab nazionale, il consorzio Flag – costa teramana, Bike2Like e l’Ads, per arrivare a un totale di quindici.

Le azioni come detto sono diverse, ma la principale riguarda gli incentivi economici. Verranno realizzate dieci bike station, ubicate nelle stazioni ferroviarie e in generale nei nodi di scambio. Qui gli studenti e i lavoratori potranno prendere e riporre biciclette. Chi vuole aderire alla parte del progetto sugli incentivi ne utilizzerà una dotata di un apposito dispositivo elettronico e quindi in grado di misurare la distanza percorsa dai lavoratori e dagli studenti per andare e tornare dall’università, dalle scuole, dai luoghi di lavoro. Chi aderisce riceverà poi un rimborso pari a 25 centesimi per ogni chilometro percorso, con un tetto di 400 euro annui.

Attualmente si sta pianificando la progettazione delle bikestation: si sta pensando a indire un concorso internazionale unico per tutte e dieci le strutture. L’obiettivo è partire per l’inizio del 2019 con i “rimborsi”. Si stima che l’impatto degli incentivi a regime arriverà a fare percorrere un milione 640mila chilometri in bici piuttosto che in auto, toglierà dalla circolazione 1822 automobili giornaliere e farà guadagnare 45mila metri quadri al giorno di spazio nelle città oggi occupati per parcheggiare le automobili utilizzate per gli spostamenti, raggiungendo quindi anche l’obiettivo di liberare e riconquistare spazi pubblici sul territorio.

I circa due milioni di euro di finanziamenti, la cui principale fonte è il Ministero dell’Ambiente, oltre alla parte del progetto che riguarda gli incentivi economici alla mobilità ciclabile serviranno a predisporre:  iniziative FIAB di “pedi bus” e “bici/bus” rivolte ai bambini e ragazzi delle scuole minori e uscite didattiche; corsi di formazione per tecnici comunali, dipendenti privati e dipendenti dei poli scolastici per svolgere i ruoli di mobility manager, tutor pedi bus e bici bus; 30 eventi sul territorio per sensibilizzare all’utilizzo della bicicletta.