Regione Lombardia ha candidato un progetto pilota “Gratosoglio 2.0 Strategie Sostenibili per un grande quartiere pubblico” (52,326 mln euro) e 2 progetti di rigenerazione urbana: Milano, Quartiere Mazzini (ammesso con riserva, 15 mln euro) e Varese, Quartiere Montello e Pavia, Area ex Macello (14,505 mln euro)

 

MILANO, Quartiere Gratosoglio

“Gratosoglio 2.0. Strategie sostenibili per un grande quartiere publbico” è il titolo che identifica il Progetto Pilota che Regione Lombardia ha presentato nell’ambito del bando PINQuA.
Gratosoglio è un quartiere periferico, al confine meridionale della città, ma è anche un importante quartiere di ingresso alla città, nel territorio della cintura metropolitana di Milano. Gli interventi attuati dal Contratto di Quartiere e con una serie di iniziative successive hanno interessato l’area nord dell’ambito di Gratosoglio, concentrando i processi di riqualificazione in una porzione del quartiere. Il programma di intervento PINQUA intende estendere alla porzione sud del quartiere interventi di efficientamento e ricondizionamento degli alloggi, entro un disegno complessivo di rigenerazione urbana che qualifica l’offerta di servizi, innova le forme di gestione e di coinvolgimento degli inquilini, migliora la qualità dell’abitare nel quartiere.
Il progetto, valorizzato per un importo pari a 60 milioni di euro, prevede azioni nell’ambito delle vie Baroni e Saponaro, nello specifico:
– Interventi di efficientamento e di ricondizionamento di 11 edifici residenziali;
– Riqualificazione, illuminazione e sicurezza degli spazi aperti e dei percorsi pedonali all’intorno degli edifici;
– Rifunzionalizzazione edificio esistente e creazione hub di quartiere;
– Riqualificazione “Piazza Senza Nome”;
– Rifunzionalizzazione delle ex portinerie;
– Riuso di spazi commerciali dismessi;
– Qualificazione, illuminazione e sicurezza degli spazi aperti;
– progetto pilota alloggi di supporto alla domiciliarità per la popoIazione anziana;progetto CASA 2.0 Servizi strategici per lo sviluppo del quartiere.

 

MILANO, Quartiere Mazzini

L’area di intervento proposta è all’interno del quartiere Mazzini, una delle più estese aree popolari di Milano realizzata negli anni venti e trenta (1925-1929) e parte del più ampio ambito Corvetto-Mazzini situato nel quadrante sud-est di Milano.
Questo ambito territoriale è stato inoltre oggetto, negli ultimi 20 anni, di una progettualità, finalizzata al miglioramento di un quartiere con problematiche di degrado e fragilità sociale attraverso azioni di coinvolgimento della comunità locale. In questo contesto, la proposta progettuale di ALER coinvolge gli edifici appartenenti ad uno dei grandi isolati trapezoidali di proprietà, che compongono il quartiere Mazzini, ex Regina Elena. Il progetto risulta quindi il completamento della riqualificazione dell’intero quartiere.
L’intervento comprende la riqualificazione e ristrutturazione edilizia di un nucleo del quartiere ancora in condizioni di degrado, in quanto negli anni non è stato oggetto di interventi di recupero, oltre ad una serie di azioni volte a introdurre nuovi modelli abitativi, l’attivazione dei piani terra e la valorizzazione dello spazio urbano per un importo pari Euro 19 milioni (15 finanziamento – 4 Aler Milano).
Le attività di rigenerazione sociale comprendono inoltre una serie di azioni volte a introdurre nuovi modelli abitativi, l’attivazione dei piani terra e la valorizzazione dello spazio urbano:
– Progetto co-housing diffuso;
– Progetto anziani;
– Progetto casa-lavoro;
– Living di quartiere;
– Riattivazione dei piani terra;
– Valorizzazione dello spazio urbano.

 

VARESE, Quartiere Montello

Il progetto individua un approccio innovativo sul tema dell’edilizia sociale. La strategia è volta alla realizzazione di progetti accessibili e “belli” dove la bellezza non è più solo come valore estetico, ma si caratterizza attraverso i valori di sostenibilità sia energetica che economica, eco compatibilità e accessibilità. Non consumare suolo è un principio ormai imprescindibile ma occorre riuscire a dimostrare che si può trasformare un edificio dissonante e decontestualizzato in una risorsa per la società. Il periodo storico che stiamo vivendo pone gli architetti, di fronte alla sfida della rigenerazione urbana, come veicolo di riqualificazione delle aree preesistenti. La capacità dei progettisti è quella di valorizzare contesti ed edifici disagiati, tramite le competenze tecniche e umanistiche proponendo progetti di alto profilo che mantengano una visione delle problematiche di insieme e delle esigenze della committenza. Le soluzioni proposte riguardano la distribuzione interna degli alloggi che possano realizzare la densificazione delle residenze con servizi innovativi: mini alloggi residenziali destinati a differenti utenti quali anziani autosufficienti, giovani e portatori di disabilità, che verranno assistiti attraverso la presenza di un servizio sociale aggiuntivo. Al piano seminterrato verrà dedicato un alloggio per un giovane infermiere o medico/psicologo che possa, in cambio dell’affitto, fornire servizi in emergenza agli ospiti che potranno avere necessità di un aiuto o di un sostegno psicologico all’interno del condominio. Per rispondere alle nuove esigenze, ad ogni piano verranno ricavati n. 4 alloggi invece dei 2 attualmente esistenti. Per un totale su tutti gli edifici di 68 nuovi appartamenti. Sempre più spesso i condomini sono luoghi di solitudine e d’indifferenza. Aler che è leader nello studio delle residenze sociali vuole uscire da paradigmi già noti per addentrarsi in sperimentazioni in cui il servizio all’utente non si limiti a fornire un alloggio a basso costo perché è ben noto che questa fascia di popolazione è quella più fragile che va anche sostenuta e aiutata a vivere meglio.

 

PAVIA, Area ex Macello

L’area oggetto d’intervento è localizzata in una zona semicentrale del comune di Pavia a cavallo del Naviglio Pavese lungo i viali Sardegna e Sicilia. Il progetto, sull’area “Ex macello”, prevede il completamento di un piano di recupero urbano partito nel 2005 con la demolizione del macello comunale e la successiva realizzazione da parte dell’ALER di 40 alloggi per anziani a canone sociale e di 15 alloggi a canone moderato oltre a servizi ed opere di urbanizzazione.
L’intervento prevede la riqualificazione di un’area di 5.000mq. circa, attualmente dismessa ed in passato sede della ditta COMAP (dedita alla lavorazione, trasformazione e commercializzazione di carni all’ingrosso e al minuto), localizzata nel centro cittadino e contiguo al centro storico.
Il progetto è inserito in un contesto di attività eterogenee (servizi, produzione, residenza, locazione a canone sociale e moderato, verde).

La proposta di progetto completa l’intervento con la costruzione di un edificio c.d. “edificio C” di 20 alloggi a canone sociale (SAP) e al piano terra locali a destinazione servizi da destinare all’housing sociale in stretta collaborazione con i servizi sociali del comune di Pavia.
La motivazione principale che determina la necessità di realizzare l’intervento (demolizione del rimanente edificio “COMAP” e la costruzione di un nuovo fabbricato “Edificio C”) deriva dalla possibilità di riqualificare l’intero ambito urbano creando nuovi alloggi da destinare a soggetti con disponibilità economica limitata, soddisfacendo l’esigenza di far fronte ad una domanda in forte crescita.