A cura di Carolina Giaimo, Direttrice della rivista Urbanistica Informazioni e Michele Talia, Presidente INU
Urbanistica Informazioni apre il 2026 presentando, in Appendice al n. 325, un documento di osservazioni critiche su un tema al centro del dibattito pubblico e disciplinare: il rapporto – tutt’altro che neutro – tra edilizia e urbanistica, tra norme che regolano il costruire e norme che governano il territorio come bene comune, risorsa finita e spazio di diritti.
Il testo prende le mosse dal Disegno di legge recante “Delega al Governo per l’adozione del Codice dell’edilizia e delle costruzioni” (4.12.2025). Il provvedimento di delega – pur presentandosi come intervento di riordino della disciplina edilizia – contiene in modo improprio anche contenuti tipicamente urbanistici, ricondotti però entro una cornice che tende a renderli subalterni alla logica edilizia e ai regimi abilitativi. È un passaggio delicato: perché la distinzione tra urbanistica (funzione ordinatrice e pubblica del governo del territorio) ed edilizia (funzione attuativa, riferita al singolo intervento) non è un tecnicismo ma un equilibrio che incide su qualità urbana, tutela del suolo, equità territoriale, interessi collettivi e trasparenza delle decisioni.
Per tale ragione l’INU, attraverso un proprio Gruppo nazionale di studio, ha predisposto un documento fortemente critico, volto a evidenziare le principali criticità e i rischi sistemici dell’iniziativa.
In sintesi, i tre aspetti più gravi sono:
Rilevanti profili di incostituzionalità: la delega, pur incidendo su materie di governo del territorio, non definisce in modo adeguato e preventivo principi e criteri direttivi, con il rischio di una delega eccessivamente ampia e di possibili conflitti con il riparto di competenze.
Urbanistica “intrusa” nell’edilizia: temi propri della pianificazione (piani, deroghe, perequazione/compensazione, cambi d’uso, rigenerazione) vengono ricondotti entro un impianto edilizio, con l’effetto potenziale di spostare il baricentro dal piano al titolo abilitativo e di indebolire il governo pubblico delle trasformazioni.
Casualità e assenza di sequenza: la delega non garantisce che eventuali disposizioni sul governo del territorio vengano prima definite in modo ordinatore; il rischio è che un futuro decreto legislativo “urbanistico” emerga in modo frammentario e incidentale, senza una chiara gerarchia e senza una cornice di principi capace di orientare il sistema.
L’incontro intende però andare oltre la critica puntuale al provvedimento e allargare la riflessione: su quale architettura normativa serva oggi per tenere insieme transizione ecologica, rigenerazione urbana, diritti e prestazioni territoriali, capacità amministrativa e qualità della decisione pubblica coinvolgendo il mondo dell’associazionismo espressione della ricerca, dell’accademia e delle professioni per un confronto aperto e pubblico.
PROGRAMMA
Introducono e coordinano
Carolina Giaimo, Direttrice Urbanistica Informazioni
Michele Talia, Presidente nazionale INU
Intervengono
Angela Barbanente, Presidente SIU, Politecnico di Bari
Paolo La Greca, Presidente CeNSU, Università di Catania
Carlo Alberto Barbieri, INU, Politecnico di Torino
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