La Regione Emilia Romagna e il Ministero della Cultura hanno congiuntamente completato la prima fase per l’adeguamento del Piano Paesaggistico, in attuazione dell’art.143 del Codice dei beni culturali e del paesaggio (Dlgs 42/2004), ovvero la corretta ricognizione dei beni paesaggistici tramite la loro delimitazione e rappresentazione in scala idonea alla identificazione.

Il Piano Territoriale Paesaggistico Regionale (PTPR) vigente, approvato nel 1993, individua autonome aree di tutela senza contemplare beni paesaggistici del Codice.

L’adeguamento cartografico consente di recepire nel Piano il quadro unitario e univoco dei beni paesaggistici, coerentemente integrato con le altre tutele vigenti.
Si tratta nel complesso di:

  • 207 aree dichiarate di notevole interesse pubblico (ai sensi dell’art. 136), che costituiscono gli esempi più significativi della varietà dei paesaggi dell’Emili aRomagna, in relazione a distribuzione geografica, diversità degli ambienti naturali e dei contesti storici;
  • tutti i territori compresi nelle categorie tutelate in forza di legge dall’art.142 (zone costiere, laghi, corsi d’acqua, boschi, ecc)

Definizione e specificazione metodologica

Le metodologie di ricognizione si sono avvalse dei migliori strumenti cartografici disponibili per ogni categoria di bene: il Database Topografico Regionale (dbtr), rilievo LIDAR, le riprese aeree zenitali prodotte in periodi diversi, cartografie storiche georeferenziate, per i provvedimenti più antichi, insieme ad approfondimenti sui catasti dell’epoca, nonché cartografie, studi e rilievi tematici effettuati dai diversi Servizi della Regione Emilia Romagna.

Come previsto dall’art. 57 “Strumenti cartografici di supporto alla pianificazione territoriale” della LR 24/2017, le perimetrazioni delle aree sono state individuate sul supporto cartografico del DBTR.
Ciò consente di mantenere aggiornata nel tempo l’individuazione degli elementi vivi del paesaggio in diretta applicazione delle metodologie esplicitate dal Piano stesso.