A cura di Tancredi Attinà, Abitare Toscana s.r.l.
Il territorio toscano vanta una storia consolidata di pratiche imprenditoriali, cooperative e neomutualistiche che continua a tradursi in progetti ed esperienze concrete di innovazione sociale. Molte di queste sono nate dal basso, attraverso le azioni e le pratiche comunitarie degli attori locali e si affiancano a progetti strutturali e interamente finanziati, come nel caso delle iniziative del Fondo Housing Toscano. Dal 2020 nell’ambito delle iniziative di social housing realizzate dal Fondo le organizzazioni radicate nel territorio hanno dato vita a un insieme molteplice e articolato di attività che oggi costituiscono un modello consolidato di gestione sociale integrata dell’abitare sociale unico in Italia.
Un modello che, oltre il perimetro tradizionale della gestione immobiliare sociale, riunisce e valorizza funzioni urbane e servizi di welfare, incontrando bisogni reali ed esigenze delle persone, gestendo accoglienza delle persone vulnerabili, accompagnamenti sociali e spazi condivisi, “tenendo insieme una comunità” ben oltre le mura dei complessi edilizi, alla scala di quartiere o della intera città. Tutto ciò avviene dentro cornici a progetto, con finanziamenti pubblici e privati a termine e spesso con la compartecipazione economica delle stesse organizzazioni che progettano e gestiscono i servizi. Questa condizione intermittente impone non solo una temporaneità dei servizi, ma anche dell’uso degli spazi, scandita dall’avvicendarsi delle progettualità. Numerosi esempi si hanno nel contesto del Fondo Housing Toscano, dove i servizi abitativi per le persone fragili esistono “a progetto”, alcuni in particolare sono stati attivati con il PNRR, e dunque sono giunti alla loro scadenza, altri sono legati alle disponibilità di risorse degli enti del Terzo Settore che li gestiscono.
Oggi molti di questi servizi, nati per rispondere a bisogni abitativi specifici, ma divenuti accessibili, di qualità e di interesse comune per tutti i cittadini, ci appaiono sempre di più fondamentali per la collettività, tanto da chiederci se possano essere considerati come servizi di interesse economico generale e, conseguentemente, sostenuti in modo stabile e continuo nel quadro delle regole europee specifiche. I fondi sociali europei possono contribuire a sostenere economicamente questi servizi, come per i SIEG, in modo strutturale, generando economie di scala che rendono sostenibile l’intero sistema di welfare abitativo locale?
A partire da questa domanda esperti, policy maker e amministratori pubblici si confronteranno sul modello toscano e le sue possibilità di replicarsi o gemmare strumenti di gestione sociale integrata in altri contesti estranei al Fondo Housing Toscano e/o regionali.
Questa sessione segue il seminario “Rigenerazioni”, organizzato da Lumen e Urban Housing Coop.net il 4-5 settembre 2026 a Firenze nell’ambito del Festival Copula Mundi 2026, patrocinato da Urbanpromo, che ha esplorato pratiche e progetti in corso e analizzato il loro consolidamento, provando a individuare un quadro giuridico ed economico da approfondire.
Il programma dell’evento è in corso di definizione.
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