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Sala Vittoria Calzolari 11 Novembre 2026 14:30/18:00

INU - URBIT

A cura di Iginio Rossi, Francesco Sbetti INU – URBIT

 


La promozione della mobilità attiva, negli ultimi anni, ha assunto un’importanza sempre più rilevante nello sviluppo di politiche, strategie, strumenti, modalità e soluzioni per migliorare il bene-essere delle persone e conseguentemente la salute collettiva generando ricadute positive sulla sanità pubblica, tutto ciò nonostante questi argomenti rivestano ancora ruoli non particolarmente diffusi nell’assetto politico e socio-culturale.

In questa visione integrata agisce anche l’efficienza di città e territori che attraverso la rete degli spostamenti implicano l’impegno fisico delle persone che li compiono, ovviamente la mobilità attiva per “funzionare” deve essere inserita nella più generale mobilità sostenibile in grado di connettere pedonalità, cammini, ciclabilità, ferrovie, trasporto pubblico locale, ma anche deve essere inserita in politiche che riescano ad incidere su modelli e stili di vita più attenti all’ambiente e alla salute.

L’OMS che definisce la mobilità attiva una strategia “win-win”, da tempo è impegnata: nel sostegno attraverso la raccomandazione da svolgere almeno 150-300 minuti a settimana di attività aerobica moderata; nella sottolineatura dei benefici sanitari e ambientali che riducono i rischi di malattie cardiovascolari e il miglioramento della salute mentale e dell’aspettativa di vita; nei benefici ambientali con riduzione delle emissioni di gas serra e miglioramento della qualità dell’aria; nell’indicazione delle principali strategie di promozione sostenendo la realizzazione di infrastrutture sicure (spazi pedonali e piste ciclabili) e campagne di sensibilizzazione per stili di vita attivi.

Attraverso il portale L’ISS italiano ha sviluppato un’azione di epidemiologia per la sanità pubblica “EpicCentro”, annualmente, l’Istituto Superiore di Sanità pubblica i dati del sistema di sorveglianza PASSI che, tra i diversi comportamenti salute-correlati posti sotto osservazione, ha misura anche la mobilità attiva praticata dalle persone in età 18-69 anni in Italia, con indicatori sia per la mobilità

generale, per tragitti a piedi e in bicicletta, sia per la quota di persone che raggiungono i livelli di attività fisica raccomandati dall’OMS. Relativamente alto nel periodo 2023-2024, a livello con indicatori nazionalei, il 42% degli intervistati dichiara di praticare mobilità attiva, ossia di essere andato in bicicletta e/o a piedi al lavoro, a scuola o per gli spostamenti quotidiani nel mese precedente l’intervista. Rispetto al valore soglia individuato dall’OMS di 150 minuti settimanali di attività fisica, (il 19,2% risulta fisicamente attivo con la sola pratica della mobilità attivai, il 22% parzialmente attivoi mentre il restante 598,8% della popolazione si sposta con veicoli a motore (privati o pubblici) senza o con trascurabili tragitti a piedi o in bicicletta. I dati PASSI permettono di profilare ulteriormente rispetto a diverse caratteristiche socio-demografiche e rispetto alla quota di chi raggiunge i livelli di attività fisica raccomandati dall’OMS attraverso la mobilità attiva, emerge che è maggiore tra le fasce più giovani (18-24enni), fra le donne, fra le persone con alto livello di istruzione, fra gli stranieri e nei residenti nelle Regioni settentrionali, a confronto con il resto del Paese.non attivi) ma anche ripartiti per regione, l’utilizzo negli spostamenti abituali in bicicletta, pedonali, la mobilità attiva e le pratiche di mobilità attiva. Emilia-Romagna, Trento e Bolzano sono le aree che eccellono sui quattro aspetti. Liguria e Piemonte su tre esclusa la bicicletta. La Sardegna, le Marche e il Molise su pedonalità e mobilità attiva. Su mobilità attiva e pratiche di mobilità attiva il Veneto. Solo sulla bicicletta la Toscana.

All’interno della visione dell’OMS, con un inquadramento nazionale e a partire da alcune bune pratiche regionali e locali, l’incontro proposto da Urbanpromo entra nel merito delle pratiche per attuare la “saldatura” tra l’efficacia degli ambiti urbani e il miglioramento del bene-essere collettivo puntando sulla mobilità attiva. Risulta utile  riuscire a individuare ed esaminare qual è la “postura” e quali sono le politiche, le strategie, gli strumenti e le soluzioni che stanno attuando gli enti titolari del più generale governo della mobilità e gli altri soggetti pubblici e privati coinvolti.



Il programma dell’evento è in corso di definizione.

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