Maria Chiara Tosi, Marta De Marchi, Michela Pace, Università Iuav di Venezia


Le aree umide sono ambienti vulnerabili e la loro protezione intreccia aspetti ambientali e scientifici con problemi di governance.

Le aree umide non solo forniscono le risorse da cui dipendono innumerevoli specie di piante e animali, ma svolgono importanti funzioni ambientali ed economiche. Sono i principali stoccatori di Carbonio, contribuiscono a ridurre gli eventi di inondazione, migliorano la qualità dell’acqua e rappresentano un prezioso patrimonio culturale ed una importante eredità naturale.

A partire da queste fragilità numerose istituzioni si sono attivate promuovendo i contratti di area umida, strumenti di governance multilivello orientati a conseguire effetti globali sugli ecosistemi delle zone umide costiere e sui relativi aspetti socioeconomici, superando le frammentazioni che spesso mettono a repentaglio la sostenibilità, lo sviluppo e la conservazione di queste aree.
In molte situazioni il contratto è stato approvato e ci si trova nella fase di attuazione. Attraverso la presentazione di alcuni casi nel bacino del mediterraneo, il seminario proverà a discutere strategie e azioni sviluppate dalle comunità locali per attuare il programma d’azioni previste dal contratto e finalizzate a limitare e assorbire i conflitti tra le diverse pressioni: conservazione ed attività economiche (agricoltura, acquacoltura, turismo), valorizzazione del patrimonio naturale e tutela dei valori e delle funzioni ambientali.

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