POLITICHE E STRUMENTI PER UNA NUOVA RESIDENZIALITA’ IN PROVINCIA DI PORDENONE

Proposta di uno strumento innovativo coordinato dalla Provincia di Pordenone in grado di rispondere all’emergenza abitativa, reimettendo nel mercato alloggi non utilizzati con un fondo di garanzia a tutela dei proprietari, attraverso un protocollo di intesa che definisce specifiche politiche di rete tra i soggetti istituzionali coinvolti

Il fenomeno dell’emergenza abitativa nei comuni della provincia di Pordenone è particolarmente rilevante. I comuni di Cordenons, Porcia, Pordenone, Roveredo in Piano e San Quirino – ovvero i cinque comuni dell’ampia conurbazione del capoluogo provinciale che formano l’Ambito Distrettuale Urbano – evidenziano una dimensione del fenomeno significativa, evidenziata tra il 2001 e il 2011 da una dinamica di crescita più che doppia del numero dei nuclei familiari (+13,5%) rispetto alla crescita della popolazione (+6,3%). Questa crescita propone una domanda aggiuntiva di oltre 4.800 alloggi. Nello stesso periodo l’offerta abitativa è cresciuta di 5.500 nuovi alloggi, dei quali tuttavia solo 4.500 occupati in più rispetto al 2001. E’ aumentato il numero di alloggi non utilizzati, passati dai 3.500 del 2001 a 4.500 del 2011, pari al 10% del totale edificato. Sono in aumento inoltre le richieste di sfratto, nel 95% dei casi dovute a morosità degli inquilini, che sono di fatto raddoppiate nel periodo della crisi economica, passando dalle 365 del 2008 alle 687 del 2012.

Per far fronte a questa emergenza abitativa, senza ulteriore consumo di suolo, è necessario incentivare strumenti più flessibili e meno onerosi per il soggetto pubblico, attraverso sistemi d’incentivi e disincentivi sul patrimonio inutilizzato presente sul mercato e attraverso un uso più efficiente dei fondi a disposizione. A tale proposito la Provincia di Pordenone ha elaborato uno strumento innovativo costituito da un fondo di garanzia che agisce secondo uno schema operativo nel quale le Amministrazioni comunali assumono direttamente i contratti di locazione dai pro- prietari privati interessati, per poi subaffittare (come previsto dalla norma) ad inquilini selezionati mediante appositi bandi. Il fondo di garanzia tutela i reciproci interessi – sociali per il pubblico, economici per il privato – ed opera sulla base di un protocollo d’intesa tra Provincia, Ambito Distrettuale Urbano 6.5, Comuni dell’ambito e ATER, di concerto con gli istituti bancari.